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20 dicembre 2009

Ricchezza famiglie italiane

Filed under: Senza Categoria — previsionistampa @ 17:49

Effetto recessione sulle famiglie italiane, la cui ricchezza è tornata ai livelli di circa dieci anni fa. Secondo il supplemento al bollettino statistico di Bankitalia, nel biennio 2007-2008 il calo registrato è stato dell’1,9% (161 miliardi, dato a prezzi correnti): a pesare la forte riduzione delle attività finanziarie pari ad un meno 8,2% (come depositi, titoli o azioni) e un aumento dei debiti del 3%.
Positivo, invece, l’andamento delle attività reali (case o terreni), benché meno sostenuta degli anni precedenti. Confermato nel Rapporto di Palazzo Koch il fatto che nel Paese la ricchezza si concentri su poche famiglie: solo il 10% ne detiene il 44%, mentre la metà più povera ha il 10% della ricchezza totale. Tiene anche il risparmio che tra il 1995 e il 2008 ha contribuito alla crescita della ricchezza netta per circa il 60% contro il 40% dei capital gain.
La ricchezza netta complessiva delle famiglie, a prezzi correnti, è calata tra il 2007 e il 2008 di circa l’1,9%. A prezzi costanti (considerando, cioè, anche l’aumento dei prezzi per l’inflazione), la riduzione rispetto al 2007 è stata pari al 5 per cento (circa 433 miliardi di euro). Pesa sulla variazione l’andamento negativo per circa 521 miliardi dei capital gain nel 2008 e il risparmio delle famiglie positivo per circa 88 miliardi. Sempre tra il 2007 e il 2008 la ricchezza netta per famiglia è diminuita del 3,5% a prezzi correnti, mentre a prezzi costanti il valore della ricchezza netta per famiglia si è ridotto del 6,5%, tornando sui livelli di inizio decennio. La ricchezza netta procapite nel 2008 ammontava a circa 138 mila euro, a prezzi correnti è diminuita del 2,6% sul 2007; a prezzi costanti si è ridotta del 5,6% sull’anno precedente. Secondo stime preliminari, inoltre, nel primo semestre del 2009 la ricchezza netta delle famiglie sarebbe rimasta sostanzialmente invariata in termini nominali.
Nel 2008 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 10% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco il 44% della ricchezza complessiva. Alla fine dello scorso anno la ricchezza netta per famiglia ammontava complessivamente a 348 mila euro. Elevato, dunque, il grado di concentrazione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza, mentre all’opposto poche dispongono di una ricchezza elevata.
Tra il 1995 e il 2008 il risparmio ha contribuito alla crescita della ricchezza netta per circa il 60% contro il 40% dei capital gain. Il risparmio, che negli ultimi anni si attesta attorno all’1% della ricchezza netta, ha fornito un contributo alla crescita della stessa con una variabilità più ridotta di quella dei capital gain.
Nel biennio considerato c’è stata una ricomposizione dei portafogli delle famiglie verso forme d’investimento meno rischiose e più liquide. La quota di ricchezza finanziaria detenuta in depositi bancari e in risparmio postale è cresciuta di quasi il 4%, delle obbligazioni private del 2,5%, mentre è diminuito l’ammontare detenuto in azioni e fondi comuni rispettivamente di 7,1 e 2,3%.
Stabile, infine, la quota detenuta in titoli di Stato. Alla fine del 2008 la ricchezza in abitazioni detenuta dalle famiglie ammontava a circa 4.700 miliardi, corrispondenti a circa 196 mila euro in media per famiglia.

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