caorliega.business

6 aprile 2011

Ciclo immobiliare deflazionato


26 marzo 2011

PIL maggiori città del mondo.


Il 60% del PIL del mondo è prodotto nelle città.
1°-Tokyo-1.460. miliardi di dollari.Previsto nel 2025-1.697
2°-New York-1.210. miliardi di dollari.Previsto nel 2025-1.710
3°-London-925. miliardi di dollari.Previsto nel 2025-1.231
4°-Paris-736. miliardi di dollari.
5°-Los Angeles-700. miliardi di dollari.
6°-Chicago-511. miliardi di dollari.
7°-Reno.Ruhr-483. miliardi di dollari.
8°-Osaka-398. miliardi di dollari.
9°-Washington-380. miliardi di dollari.
10°-Huston-375. miliardi di dollari.
11°-Milano-367. miliardi di dollari.
12°-Randstand-holland-366. miliardi di dollari.
13°-Dallas-362. miliardi di dollari.
14°-Filadelfia-322. miliardi di dollari.
15°-San Francisco-303. miliardi di dollari.
16°-Boston-289. miliardi di dollari.
17°-Citta del Messico-286. miliardi di dollari.
18°-San Paolo-284. miliardi di dollari.
19°-Bejing277. miliardi di dollari.Previsto nel 2025-1.107
20°-Mosca-270. miliardi di dollari.
Shangai-Previsto nel 2025-1.243
PIl città italiane:
1°-Milano-367
Roma-184
3°-Venezia-109
4°-Torino-89
5°-Napoli-88
6°-Firenze-61
7°-Bologna-46
8°-Palermo-29
9°-Genova-22
10°-Verona-11

12 marzo 2011

Classifica Terremoti, 7° di sempre quello giapponese.


 Terremoti più forti della storia per magnitudo
9.5
Richter–Valdivia, Cile (22 maggio 1960).
9.3 Richter–Kamchatka, Russia (16 ottobre 1737).
9.2 Richter–Stretto di Prince William, Alaska – Stati Uniti (27 marzo 1964).
9.0 Richter–Zona di subduzione della Cascadia, sud Canada e California, sull’Oceano Pacifico (26 gennaio 1700)
9.0 Richter–Arica, Cile (confine con il Perù (13 agosto 1868).
9.0 Richter–Kamchatka, Russia (4 novembre 1952), 
9.0 Richter–Al largo della costa nord di Sumatra, Indonesia (26 dicembre 2004).
8.9 Richter–Sendai, Honshu (Giappone) – (11 marzo 2011).
8.8 Richter–Colombia-Ecuador (31 gennaio 1906). 
8.8 Richter–Cile, a 300 km a sud di Santiago (27 febbraio 2010).
8.7 Richter–Valparaiso, Cile (8 luglio 1730).
8.7 Richter–Lisbona, Portogallo (1 novembre 1755), 
8.7 Richter–Sumatra, Indonesia (25 novembre 1833).
8.7 Richter–Isole Rat, Alaska – Stati Uniti (4 febbraio 1965).
8.7 Richter–Sumatra, Indonesia (28 marzo 2005).
8.6 Richter–Richter Haiyuan, Cina (16 dicembre 1920).
8.6 Richter–Assam-Tibet, Cina (15 agosto 1950).
8.6 Richter–Isole Andreanof, Alaska – Stati Uniti (9 marzo 1957).
8.5 Richter–Valdivia, Cile (16 dicembre 1575)-
8.5 Richter–Lima, Perù (20 ottobre 1687).
8.5 Richter–Concepción, Cile (24 maggio 1751).
8.5 Richter–Regione di Atacama, Cile (11 novembre 1922).
8.5 Richter–Penisola di Kamchatka, Russia (3 febbraio 1923).
8.5 Richter–Mare di Banda, Indonesia (1 febbraio 1938).
8.5 Richter–Isole Curili, Russia (13 ottobre 1963).
8.5 Richter–Giakarta, Indonesia (12 settembre 2007).
 Terremoti più disastrosi della storia

  1. oltre 830.000 morti –Shaanxi, Cina (23 gennaio 1556).
  2. 250.000-300.000 morti–Port-au-Prince, Haiti (12 gennaio 2010).
  3. 255.000 morti–Tangshan, Cina (28 luglio 1976).
  4. 250.000 morti–Antiochia, Turchia (21 maggio 526),
  5. 230.000 morti–Aleppo, Siria (11 ottobre 1138).
  6. 230.000 morti–Sumatra, Indonesia (26 dicembre 2004).
  7. 200.000 morti–Damghan, Iran (22 dicembre 856).
  8. 200.000 morti–Gansu, Cina (16 dicembre 1920).
  9. 200.000 morti–Qinghai, Cina (22 maggio 1927).
  10. 150.000 morti–Ardabil, Iran (23 marzo 893).
  11. 143.000 morti–Kantō, Giappone (1 settembre 1923).
  12. 130.000 morti–Messina e Reggio Calabria, Italia (28 dicembre 1908).
  13. 110.000 morti–Ashgabat, Turkmenistan (6 ottobre 1948).
  14. 100.000 morti–Hebei, Cina (27 settembre 1290).
  15. 80.000 morti–Shemakha, Azerbaigian (25 novembre 1667). 
  16. 80.000 morti–Lisbona, Portogallo (1 novembre 1755).
  17. 80.000 morti–Kashmir, tra India e Pakistan (8 ottobre 2005).
  18. 77.000 morti–Tabriz, Iran (18 novembre 1727).
  19. 70.000 morti–Sichuan, Cina (12 maggio 2008).
  20. 70.000 morti–Gansu, Cina (25 dicembre 1932).
  21. 66.000 morti–Peru settentrionale (31 maggio 1970).
  22. 60.000 morti–Cilicia, AnatoliaTurchia (1268).
  23. 60.000 morti–Val di Noto, Sicilia e CalabriaItalia (11 gennaio 1693).
  24. 50.000 morti–Calabria e Sicilia, Italia (5 febbraio 1783).
  25. 50.000 morti–Iran nord-occidentale (20 giugno 1990).
  26. 30.000 – 60.000 morti–Quetta, Pakistan (30 maggio 1935).
  27. 

Terremoti più forti in Italia

  1. 7,41 Mw—Val di Noto, Sicilia orientale (11 gennaio 1693), , 60.000 morti
  2. 7,24 Mw—Messina e Reggio Calabria (28 dicembre 1908), , 90.000 morti
  3. 7,06 Mw—Nicastro, Calabria (8 settembre 1905), , 557 morti
  4. 7,00 Mw—Nicastro, Calabria (27 marzo 1638), , oltre 10.000 morti
  5. 6,99 Mw—Avezzano, Abruzzo (13 gennaio 1915), , 33.000 morti (dettagli)
  6. 6,96 Mw—Sannio e Molise (5 dicembre 1456), , 30.000 morti
  7. 6,96 Mw—Montemurro, Basilicata (16 dicembre 1857), , 12.000 morti
  8.  6,91 Mw—Messina e Reggio Calabria (5 febbraio 1783),, 50.000 morti
  9. 6,89 Mw—Irpinia e Basilicata (23 novembre 1980), , 2.914 morti
  10. 6,87 Mw—Irpiniae Basilicata (8 settembre 1694), , 6.000 morti

    6,4 Mw—Osoppo e Gemona del Friuli (6 maggio 1976),989 morti
    6,2 Mw—L’Aquila (6 aprile 2009),

  11. 

Terremoti più disastrosi in Italia

  1. 90.000 morti—Messina e Reggio Calabria (28 dicembre 1908), 7,24 Mw,
  2. 60.000 morti—Val di Noto, Sicilia orientale (11 gennaio 1693), 7,41 Mw,
  3. 50.000 morti—Messina e Reggio Calabria (5 febbraio 1783), 6,91 Mw,
  4. 33.000 morti—Avezzano, Abruzzo (13 gennaio 1915), 6,99 Mw,
  5. 30.000 morti—Verona(3 gennaio 1117), 6,49 Mw,
  6. 30.000 morti—Sannio e Molise (5 dicembre 1456), 6,96 Mw,
  7. 20.000 morti—Catania (4 febbraio 1169), 6,60 Mw,
  8. 12.000 morti—Montemurro, Basilicata (16 dicembre 1857), 6,96 Mw, 
  9. oltre 10.000 morti—Nicastro, Calabria (27 marzo 1638), 7,00 Mw,
  10. 10.000 morti—Carinzia e Friuli(25 gennaio1348) 6,66 Mw,

28 febbraio 2011

Previsionistampapensiero


Mi piace andare a vedere a distanza di tempo come vedevo la situazione.
Questa è una mail inviata il 29/10/2008 alla rivista Borsa&Finanza alla rubrica di Kaufman e pubblicata sulla rivista il 01/11/2008.
Differenze tra i dati del tempo e oggi:
28/10/2008-eurostoxx-50——2.352–25/02/2011——-2.985
28/10/2008-dow jones———–9.065–25/02/2011——12.130
28/10/2008-S&P500————–—-940–25/02/2011——-1.319
28/10/2008-comit———————-936–25/02/2011——-1.126
28/10/2008-dollaro—————––1,25–25/02/2011——-1,37
28/10/2008-euribor 1m——-—–4.529–25/02/2011——-0,867
28/10/2008-brent————————-59–25/02/2011———–112
28/10/2008-MSCIworld in $—-—–852–25/02/2011——-1.327
28/10/2008-MSCIworld in val.loc–628–25/02/2011———924
Ho 54 anni sono un piccolo imprenditore del nordest, ho fatto studi economici.Sono sempre stato un’attento osservatore dei mercati finanziari informandomi quasi quotidianamrnte con giornali,riviste,libri,internet.
Fin da ragazzo, per una mia passione personale per i dati statistici, ho sempre raccolto informazioni,grafici,previsioni degli esperti,ecc.; il tutto per analizzare il passato e pensare come poteva essere il futuro.
Ma vedo per il passato si trovano tutte le interpretazioni più logiche, per il futuro è tutto da vedere.
Rileggendo tutti i dati e gli appunti raccolti in questi ultimissimi anni hò maturato queste osservazioni:
1) le previsione degli esperti sono al 70% sbagliate perchè quasi sempre improntate ad un certo ottimismo( eccetto questo periodo).
2) gli operatori finanziari ( banche, fondi,assicurazioni,gestori in genere) fra commissioni di ingresso,di gestione,ecc incidono, nel lungo periodo in maniera determinante nella resa impoverendola di molto.
3) Il risparmiatore diventa sempre più evoluto, ( le informazioni continue e l’introduzione dell’home banking ) , la nascita di nuove opportunità di investimento ( etf,etc,ecc.) ,acquistare, vendere diventa facilissimo, economico,e può addirittura diventare pericoloso perché può prendere la mano da quanto è facile.In ogni caso una fetta sempre più importante del risparmio sarà gestita nel futuro direttamente dal singolo.
4) In questi ultimi anni la creazione e la facilità sia per gli operatori professionali che per il pubblico (risparmiatori,aziende private e pubbliche ) di disporre di strumenti finanziari nuovi e con grandi possibilità di leva,il crearsi di strumenti prima quasi inesistenti o solo per operatori professionali ( materie prime,fondi immobiliari,etf, ecc. ecc.e tanta altra carta ),il crearsi di un’enorme liquidità dalla bolla internet e grazie a tassi molto bassi,infine la facilità di spostare capitali da un mercato all’altro più volte e con bassi costi grazie alle tecnologie, ha portato alla conseguenza che il mondo è un unico enorme mercato di cui ,secondo me, è molto meno possibile influenzare con la leva monetaria e fiscale da parte delle varie banche centrali e dei governi, rispetti a decenni fà.
4) L’informazione finanziaria ( giornali,internet, ma sopratutto televisione ) ha portato ad una conoscenza immediata della ben minima notizia aumentando esponenzialmente l’emotività di tutti gli operatori del mercato sia professionali che privati. Mentre una volta molte delle sia buone che cattive notizie rimanevano solo in un ambito ristretto e venivano ponderate e digerite senza movimenti emotivi.
Tutto questo fino alla primavera dell’anno scorso ci aveva portato a pensare che:
A) la globalizzazione porta alla quasi assenza di inflazione,alla crescita del PIL mondiale continua senza crisi.
B) La massa enorme di liquidità che esiste al mondo ha bisogno di essere impiegata, per cui nel tempo qualsiasi asset tende ad aumentare di valore.
C) I tassi sono talmente bassi e la possibilità di alte leve porta alle aziende e ai consumatori la spinta ad indebitarsi, aiutati dal clima di nuovo Eldorado.
D) Le banche guadagnano moltissimo e non hanno nessuna difficoltà a prestare denaro( vedi società di private equity e hedge fund ).
E) L’immobiliare USA e alcuni stati europei deve calare, ma quello degli stati emergenti è in esplosione.
F) I p/e delle borse è più o meno giusto non ai livelli pazzesci della bolla internet, visti i tassi di crescita futuri le azioni non sono care.
I più smaliziati pensavano che ci fossero tutte le condizioni per un esplosione dei listini ( tipo 1999-2000 ) e conseguente ridimensionamento, pensando di poter gestire il timing.
Nel 2006-2007 c’era l’euforia dovuta al pensare che la globalizzazione ( come nel 1999-2000 l’esplosione di internet) avrebbe portato ad una nuova era senza cicli economici, ma con crescita continua.
Invece pochi sapevano la verità cioè, che le banche, le assicurazioni e gestori vari avevano messo in pancia dell’esplosivo ( derivati e tutte quei strumenti complessi annessi) che se il mercato va bene fa aumentare a dismisura gli utili (compresi i benefit,stok option ,stipendi milionari, sempre però con i soldi degli azionisti ) se invece qualcosa si inceppa ( come è successo con i sub-prime americani che hà dato l’inizio dell’incendio) le conseguenze sono devastanti, perché sostanzialmente, il rischio di perdite può superare di molto il capitale iniziale.
Sono Warren Buffett diceva che i derivati erano una bomba ad orologeria e che non c’era nulla da comprare perché caro ( come nel 1999 molti hanno pensato che fosse troppo vecchio per capire queste nuove evoluzioni del mondo).
Osservo che c’era anche il grafico del’indice Comit italiano che mostrava ( ogni 90 mesi un picco) che statisticamente eravamo ai massimi.
Qualcuno diceva che dopo 4 anni di rialzi ci poteva essere un ridimensionamento però relativo.
Ma poiché tutti noi siamo più vicini a Gekko nel film “Wall Strett” che all’oracolo di Omaha per cui ci siamo buttati nelle azioni ( io compreso)e qualcuno anche nelle leve.
Io vedo tutto il problema nella mancanza di fiducia dovuto nella mancanza di chiarezza, perché non si sa bene quanti prodotti cosidetti tossici siano presenti nelle varie banche, assicurazioni e di quanto nuovo capitale sia necessario.
Le banche ( grazie alla possibilità di tenere in bilancio al costo i titoli tossici ) non sono chiare, tutto ciò porta alla conseguenza che nessuno si fida più di nessuno e le condizioni B) C) D) non ci sono più, si mette in dubbio F) e A) , tutti vendono le attività rischiose ( azioni e carta ) per rifugiarsi nella liquidità/obbligazionario.
Secondo me bisogna ristabilire la necessaria e fondamentale fiducia in questo modo:
I governi/banche centrali obbligano le banche, le assicurazioni e altri ha fornire tutte le informazioni su quanti titoli tossici/illiquidi hanno, preparano le ricapitalizzazioni necessarie. Una volta preparato tutto il pacchetto lo mostrano ai mercati senza dichiarazioni intermedie.( se tutto questo finanziariamente non è compatibile,non c’è alternativa, si stampa moneta e ci sarà inflazione nei prossimi anni).
La chiarezza delle cifre, anche se bruttissima, è senz’altro meglio del dubbio, del sospetto che porta solo alla paura e al blocco psicologico di qualsiasi iniziativa.
È meglio saper che hai un tumore curabile e ci sono cure dolorosissime per guarire, che non sapere quale sia la malattia.
Inoltre bisogna concertare nuove regole:
1) Nuove norme per gli amministratori delle banche e affini che gestiscono denaro( hanno una grandissima colpa della situazione ):
a) Devono essere ben evidenziati gli stipendi dei dirigenti tipo utile lordo 1.000 meno Caio 120 meno Carlo 80 meno Coso 75 = utile netto 725.
b) Gli eventuali stok option devono essere spesati subito in bilancio e ben evidenziati.
c) Le buone uscite concordate all’inizio devono essere palesi e avere un limite in % su utili ( secondo me non dovrebbero esserci )
d) Oltre una certa cifra ( 20 volte lo stipendio medio in azienda ) tutto sarà consegnato in azioni dopo almeno 5 anni e dopo aver passato l’approvazione di una commissione che approva la buona gestione.In ogni caso se ci sono perdite nel frattempo non vengono erogate.
e) Responsabilità penali per dolo o altro se la gestione hà portato a perdite, escluso la buona fede.
2) Manovre concertate fra i governi per un programma di investimenti per infrastrutture e opere pubbliche per sostenere l’economia.
3) Per l’europa momentanea sospensione dei vincoli di bilancio.
Meno male che il ’29 ha insegnato che non bisogna alzare i tassi, ma diminuirli, almeno questo è un’errore che non si può ripetere.
In questo enorme mercato per un’operatore che vende c’è un operatore che acquista e la somma è sempre 0, solo che ci si scambia i titoli a prezzi più bassi.
Bisogna capire a quale livello può arrivare il ribasso.Se guardiamo i p/e e i valori di libro non siamo mai stati( in tutte le borse ) a livelli così bassi negli ultimi 30 anni almeno, tutti i miei dati statistici storici dicono che sarebbe da acquistare a man bassa, eppure tutti hanno paura ad acquistare ( eccetto Buffett), penso che se non viene fatta chiarezza sulle cifre del problema, non potrà ripartire nulla a breve e la ripercussione sull’economia reale sarà durissima.
Speriamo che i nostri governanti mondiali abbiano la necessaria lungimiranza.

Con tanta speranza nel futuro

mail firmata
Investimenti del sig. ROSSI

Investimenti del sig. ROSSI
Post n°556 pubblicato il 21 Novembre 2009 da previsionistampa
Prendiamo in esame una persona normale il sig. Rossi con famiglia 2 figli e con un reddito medio, diciamo €40.000 annui netti. Al di sotto di questa cifra risparmiare e investire è molto difficile.
Esaminando gli investimenti con tutti i costi ( fiscali,gestionali,acquisto e vendita,liquidabilità,fastidi vari) e tutte le rese nel lungo periodo cioè 20/30 anni ( per cui il timing dell’acquisto/vendita hà un’importanza relativa ) i dati statistici e la logica ci dicono questo:
1) In ogni caso la migliore resa è nell’investimento nel proprio lavoro e nell’istruzione ( è stato calcolato che rende il 9% netto) perché migliora le aspettative e la qualità complessiva della vita.
2) L’investimento immobiliare residenziale hà senso solo per l’abitazione principale,perché avere delle sicurezze è fondamentale da un punto di vista emotivo.
3) Sono più importanti i costi dei prodotti finanziari che le rese perchè queste ultime nel lungontermine sono abbastanza simili fra le varie tipologie di investimenton considerando il rischio.
4) Nell’investimento finanziario statisticamente è conveniente scegliere un’asset allocation e mantenerla, il trading non risulta quasi mai vincente.
5) Nel 95% dei casi nessun gestore di investimenti finanziari riesce a far meglio di un semplicissimo ETF sia azionario che obbligazionario o monetario.
6) L’investimento in una casa per vacanza (se è molto sfruttata) hà una logica per migliorare la qualità della vita non per investimento.
7) L’investimento immobiliare hà senso solo su uffici,capannoni,negozi,garage dati in affitto e non hà una resa superiore all’investimento finanziario.
Nella finanza tutte le varie teorie/analisi tecniche sulla borsa (onde di Elliott,canali,ritracciamenti di Fibonacci,bande di Bollinger) non hanno nessuna valenza, ma giustificazioni a posteriori dell’andamento degli indici.
9) Mobili,tappetti,quadri,orologi,auto,moto,gioielli,ecc.,ecc. sono un’investimento solo per chi li vende non certamente per chi li acquista.
10) Banche,promotori finanziari,assicurazioni,ecc. sono dei venditori di prodotti con costi di vendita e gestione alti, certamente non sono disinteressati, ma devono vendere per vivere.
11) Da almeno 5/10 anni le banche sono diventate come i promotori finanziari,cioè le direzioni impongono di vendere prodotti costosi e fissano budget di vendita da rispettare.
Tutto ciò premesso il nostro sig. Rossi hà convenienza ad investire in ordine di importanza così :
a) Casa di abitazione
b) Nel proprio lavoro indipendente se esiste.
c) Istruzione propria e dei figli.
d) Fondo pensione bilanciato/azionario negoziale se dipendente, aperto se altro( detrazione fiscale totale).
e) Un giardinetto di ETF azionari (mondo,europa,america,italia,emergenti),obbligazionario ( diciamo 50% azionario il resto obbligazionario).Costi di gestione da 0,15 a 0,30% contro il 2/3% di tutti gli altri.
f) Mantenere in c/c l’equivalente di 3/4 mesi di entrate mensili.
Qualsiasi altro investimento è mediamente perdente rispetto ai sopracitati.

6 gennaio 2011

Sommerso pari al 18,4% del PIL (255/275 miliardi di €) con 140 milirdi evasi..

Filed under: Borsa, Consumi, Governi — Tag:, , , , , , — previsionistampa @ 19:01

L’ISTAT hà stimato il sommerso in
2006-16,9%
2005-17,8%
2004-18,1%
2003-18,5%
2002-18,6%

Bear market ciclico (orso).Bull market ciclico (toro).


Bear market ciclico (orso)= alcuni mesi e almeno 20% durano solitamente 2/2,5 anni.
Bull market ciclico (toro)= durano circa 1,5/2 anni-

Bear market secolare (orso).


Bear market secolare (orso)=

1901-1920: bear market secolare, segnato dal continuo alternarsi di anni positivi (9) e anni negativi (11), che finirono per annullarsi reciprocamente

1921-1928: bull market secolare. Coincise con i Roaring Twenties, l’età del jazz e di una nascente società dei consumi, basata sulla diffusione dell’auto, della radio, del cinema. In 7 anni su 8 il Dow Jones chiuse con ritorni positivi realizzando un guadagno complessivo del 317%.

1929-1933: bear market secolare. Fu il periodo del drammatico crollo che sprofondò l’America nella Grande Depressione. Il Dow Jones cedette per quattro anni di fila, facendo segnare una perdita dell’80%.

1933-1936: bull market secolare. I livelli estremamente depressi toccati nel ’32 e l’avvio delle politiche espansive introdotte dalla nuova amministrazione Roosevelt consentirono al Dow Jones di riprendersi per quattro anni consecutivi, realizzando un progresso del 200%.

1937-1941: bear market secolare. Intempestive manovre di restrizione monetaria e fiscale e l’aggravarsi della crisi internazionale precipitarono di nuovo l’America nella depressione economica. Il Dow Jones finì in rosso quattro anni su cinque e al termine del quinquennio si trovava il 38% più giù di dove aveva iniziato.

1942-1965: bull market secolare. Toccato il fondo nel momento più cupo della Seconda Guerra Mondiale, quando la follia di Hitler e le potenze dell’Asse sembrarono avere la meglio sulle democrazie anglosassoni, il Dow Jones si riprese dapprima cautamente e poi in modo sempre più convinto, accompagnando con i suoi rialzi gli anni della ricostruzione e del boom postbellico. In 18 anni su 24 l’indice chiuse in positivo e il guadagno complessivo fu del 774%.

1966-1981: bear market secolare. La potenza americana si ritrovò più volte sotto scacco: perse la guerra in Vietnam, fu costretta a mettere fine alla convertibilità del dollaro in oro, due crisi energetiche imposero anni di austerità e generarono alta inflazione. Per il Dow Jones solo 9 anni su 16 furono positivi e alla fine del periodo l’indice si trovava il 10% sotto il livello iniziale.

1982-1999: bull market secolare. Si trattò della più straordinaria fase di rialzi della storia, che accompagnò due decenni di trionfi per la superpotenza americana. Venne sconfitta l’inflazione, il sistema produttivo si riprese dalla crisi degli anni ’70 e raggiunge nuovi vertici di produttività, crollò la minaccia sovietica e il fascino del modello americano divenne globale, accelerarono il passo le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche: dalla diffusione di massa del computer a Internet e alle telecomunicazioni, dalla biotecnologia alla genetica. In ben 16 dei 18 anni compresi in questo ciclo il Dow Jones ebbe ritorni positivi, finendo per totalizzare uno straordinario progresso del 1214%.

2000-2010: bear market secolare. Siamo ai giorni nostri. Il grande ciclo espansivo degli anni ’80 e ’90 ha lasciato in eredità mercati sopravvalutati e gravi squilibri economici e finanziari. Bolle speculative hanno seguitato a formarsi e a scoppiare. Il picco della potenza americana è parso coincidere con un picco d’incompetenza delle sue autorità. Il sistema unipolare, emerso dal crollo dell’Unione Sovietica, si è rivelato sempre più instabile mentre sfide energetiche e ambientali a lungo trascurate hanno finito per imporsi con nuova urgenza. Su 9 anni, il Dow Jones ha chiuso in negativo per ben 5 volte trovandosi a fine 2008 un 24% al di sotto di dove aveva iniziato.

http://investitoreaccorto.investireoggi.it/cose-un-bear-market-secolare.html

24 dicembre 2010

Costo della crisi

Filed under: PIL — Tag:, , , , — previsionistampa @ 16:14

Xavier Rolet amministratore delegato (Ceo) della borsa di Londra(London Stock Exange Lse):
costo totale della crisi economica finora è stato di 5.300 miliardi di $ ( 3.900 di €).
Il problema non è la liquidtà infatti Corporate America ( il complesso delle imprese americane9 hanno 2.000 miliardi di $ che rendono l’0,1%.

14 novembre 2010

Fatturato per mq. nei centri commerciali in Italia nel 2009.

Filed under: Consumi — Tag:, , , — previsionistampa @ 16:51

Totale complessivo medio € 3.425,7 al mq. nell’anno 2009.
Attività di servizi € 5.112,5.
Elettronica di consumo € 5.068,9.
Cura della persona salute € 4.643,9.
Cultura,tempo libero,regali € 4.285,9.
Negozi senza specializzazione € 3.502,0.
Negozi con specializzazione € 3.358,4.
Ristorazione € 3.007,7.
Abbigliamento personale € 2.970,9.
Beni per la casa € 1.807,9.
Fatturato per superfice/mq.€ 3.358,4 medio nel 2009.
Negozi sotto i 250 mq. € 4.545,9.
Negozi da 251 a 600 mq. € 2.879,4.
Negozi da 601 a 1500 mq. € 2.164,2.
Negozi oltre i 1501 mq. € 3.062,6.
Ristorazione € 3.007,7.

26 settembre 2010

Prezzi immobiliari in Italia 1° sem.2010 a 6/12/24 mesi.


Previsioni immobiliari mondiali per il 2011.


L’agenzia di consulenze immobiliari knight frank ha elaborato il suo primo rapporto di previsioni per il mercato delle abitazioni nel 2011. a livello mondiale buona parte dei paesi che avevano registrato una diminuzione dei prezzi invertiranno la tendenza. l’italia è tra questi e si prevedono aumenti contenuti fino al 2,5%

il rapporto spiega come in tutto il mondo negli ultimi cinque anni si sia verificato lo stesso processo: i prezzi delle case sono cresciuti, sono crollati e poi si sono stabilizzati ad un lieve rialzo, in europa, sono tornati a cresce in modo considerevole in altre zone del mondo

in tutto il pianeta i prezzi sono scesi in media del 18% tra il 2007 e il 2008. tuttavia già nel 2010 il 61% dei paesi ha registrato già l’inversione di tendenza

come si può vedere dal grafico la maggior parte dei paesi europei, salvo irlanda e spagna, dovrebbero registrare degli aumenti, lievi, come nel caso di francia, italia e regno unito. aumenti più marcati invece per svezia e norvegia

sarà invece la russia il mercato immobiliare più in attivo, mentre la bolla cinese dovrebbe lievemente rientrare. sorprende invece la previsione sugli stati uniti, viste tutte le notizie negative sulla disoccupazione, i pignoramenti e le difficolta che sta attraversando la prima potenza mondiale

www.idealista.it/news/archivio/2010/09/17/012239-previsioni-immobiliari-2011-litalia-tra-i-paesi-che-escono-dal…

30 agosto 2010

MARKET MOVER della BORSA


I dati statistici che influenzano le borse:
EUROZONA
Pmi                                                              fonte: Markit    frequenza: mensile
BCE liquidità/tassi/congiuntura    fonte: BCE          frequenza: varia
GERMANIA
Ifo                                                               fonte: CSEifo     frequenza: mensile
STATI UNITI
FED liquidità/tassi/congiuntura    fonte: FED         frequenza: varia
Ism                                                              fonte: Ist.  for supply man.   frequenza: mensile
Leading Index                                         fonte: The Confer. board   frequenza: mensile
Apertura nuovi cantieri                     fonte: Bureau of Census     frequenza: mensile
Occupazione                                            fonte: Bureau of labour statistic  frequenza: mensile
Euro/dollar                                              fonte: Forex    frequenza: continuo
CINA
Chinese-Pmi                                             fonte: Cina log.    frequenza: mensile
INDICI GLOBALI
Baltic dry index                                       fonte: Baltic exchange    frequenza: continuo

21 agosto 2010

CRONISTORIA della CRISI

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CRONISTORIA della CRISI

Post n°425 pubblicato il 17 Settembre 2009 da previsionistampa

Inizio 2007: nel 2006 il boom dei prezzi delle case cambia corso, tra il quarto trimestre 2005 e il primo trimestre 2006, il prezzo mediano delle case cala del 3,3%. Il declino accelerò nel 2007, finendo per far collassare il mercato dei mutui subprime (erogati a clienti con basso merito creditizio). Oltre 25 società finiscono in bancarotta tra febbraio e marzo 2007. Anche il Dow Jones accusa il colpo e il 27 febbraio brucia 416 punti, il 3,3%, il calo peggiore in termini di punti dall’11 settembre 2001.
6 marzo 2007: durante una conferenza a Honolulu, alle Hawaii, il presidente della Federal Reserve Ben Bernake, citando il suo predecessore Alan Greenspan, mette in guardia sul fatto che i colossi americano del rifinanziamento dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac rappresentano “una fonte potenziale di rischio sistemico”.
8 marzo 2007: la Banca Centrale Europea alza i tassi di interesse di 25 punti base al 3,75 per cento. 2 aprile 2007: New Century Financial Corporation, maggiore società americana erogatrice di mutui subrime, cade in amministrazione controllata. Gli analisti cominciano a temere che la crisi dei mutui finisca per intaccare l’intero settore finanziario. 6 giugno 2007: la Banca Centrale Europea alza i tassi di interesse di 25 punti base al 4 per cento. 19 luglio 2007: a Wall Street il listino Dow Jones chiude sopra i 14.000 punti per la prima volta nella storia. 31 luglio 2007: Bear Stearns, una delle principale banche di investimenti americane, annuncia che due dei suoi hedge fund hanno bruciato quasi tutto il capitale, finendo per avviare le pratiche fallimentari. La banca aveva in precedenza cercato di salvarli, ma le perdite riportate avevano reso inutili gli sforzi.
Agosto 2007: I problemi del mercato subrime cominciano ad allargarsi a livello globale, mentre hedge fund e banche internazionali rendono noto di avere in portafoglio attività collegate a obbligazioni garantite da mutui. La francese Bnp Paribas comunica che gli asset detenuti da tre dei suoi fondi d’investimento specializzati in asset backed securities sono stati congelati a causa delle condizioni di liquidità sul mercato. I fondi saranno riammessi alle negoziazioni tre settimane dopo. Altre banche europee fanno annunci simili e la Banca Centrale Europea offre linee di credito per aiutarle. Federal Reserve, Bce e le banche centrali di Giappone, Australia e Canada immettono liquidità nel sistema in modo coordinato. 15 agosto 2007: il titolo di Countrywide Financial, colosso americano dei mutui, cede il 13% sul New York Stock Exchange dopo avere annunciato che il numero di mancati rimborsi dei prestiti è salito al livello massimo dall’inizio del 2002. Il giorno dopo la società evita per un soffio l’amministrazione controllata, dopo avere ricevuto prestiti di emergenza per 11 miliardi di dollari da un gruppo di banche.
13 settembre 2007: La britannica Northern Rock chiede prestiti di emergenza alla Banca d’Inghilterra. Nel febbraio 2008 la banca finisce sotto il controllo statale.
18 settembre 2007: La Fed opera il primo di una serie di tagli dei tassi di interesse, abbassando il tasso sui fed funds dal 6,25 al 5,75 per cento.
Da qui al novembre 2008, la Banca Centrale americana riduce i tassi all’1 per cento, per poi portarli, nel dicembre 2008, a un range tra lo 0 e lo 0,25 per cento, dove si trovano ancora. 9 ottobre 2007: Il Dow Jones arriva al record storico di 14.164 punti. Poi comincia il calo che porterà l’indice poco sopra i 6.500 punti nel febbraio 2009.
10-17 ottobre 2007: L’allora segretario al Tesoro Henry Paulson e il segretario per lo sviluppo immobiliare e urbano Alphonso Jackson presentano il piano “Hope Now Alliance”, il primo di una serie di programmi volti a rilanciare il mercato dei mutui subprime e che mira a scongelare i tassi di interesse applicati ad alcuni prestiti. Pochi giorni dopo arriva il “Super-Siv Plan”: un consorzio di banche con alle spalle il Governo annuncia un piano per comprare structured investment vehichle (veicoli finanziari strutturati) per 100 miliardi di dollari.
14-16 marzo 2008: Bear Stearns annuncia di avere problemi di liquidità e riceve un prestito di emergenza con scadenza a 28 giorni dalla Fed di New York. Gli investitori temono che il collasso della banca metta a rischio il sistema. Due giorni dopo JpMorgan Chase rileva Bear Stearns per 2 dollari per azione (il prezzo sale poi a 10 dollari), ma il titolo, fino a due mesi prima, era scambiato a 172 dollari per azione.
31 marzo 2008: Paulson propone un piano di soccorso per il sistema finanziario americano, che ipotizza maggiori poteri per la Fed e la fusione di due delle maggiori autorità di regolamentazione, ovvero la Securities and Exchange Commission (la Consob americana) e la Commodity Futures Trading Commission.
Luglio 2008: Dopo il collasso di IndyMac, banca commerciale di Pasadena (11 luglio), cominciano a emergere anche i problemi di Fannie Mae e Freddie Mac, le agenzie semigovernative di rifinanziamento dei mutui. Paulson prende in considerazione massicci interventi federali per stabilizzare le istituzioni finanziarie “too big to fail”, troppo grandi per fallire.
 Il 30 luglio il presidente degli Stati Uniti George W. Bush firma l’Housing and Economic Recovery Act, che autorizza la Federal Housing Administration a garantire fino a 300 miliardi di dollari di nuovi mutui trentennali a tasso fisso.
3 luglio 2008: la Banca Centrale Europea alza i tassi di interesse di 25 punti base al 4,25 per cento.
7 settembre 2008: Il Governo assume il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac, in quello che è considerato il maggiore intervento di Washington nella crisi del credito fino a quel momento.
Settembre 2008: Wall Street cambia volto. Bank of America annuncia l’acquisto di Merrill Lynch per 50 miliardi di dollari. Lehman Brothers non riesce a trovare un acquirente e avvia le pratiche fallimentari, in quello che è il maggiore collasso bancario della storia americana. Le agenzie di rating tagliano le valutazioni del colosso assicurativo American International Group e il 17 settembre la Fed eroga prestiti di emergenza per 85 miliardi di dollari per salvarlo.
19 settembre 2008: Paulson presenta il Troubled Assets Relief Program (Tarp), piano da 700 miliardi di dollari per stabilizzare i mercati. La versione originaria del programma prevede l’acquisto di asset tossici, la loro rivalutazione e quindi la vendita per ristabilire la fiducia.
Il 12 novembre, Paulson abbandona l’idea dell’acquisto di asset per usare i fondi per ricapitalizzare le società finanziarie. Camera e Senato approvano il piano a inizio ottobre.
21 settembre 2008: Le due maggiori banche di investimenti americane, Goldman Sachs e Morgan Stanley, cambiano il proprio assetto in holding bancarie, un fatto che le sottopone a maggiore regolamentazione federale ma dà maggiore accesso ai prestiti straordinari della Fed.
25-29 settembre 2008.Washington Mutual finisce sotto il controllo della Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic, l’agenzia federale che garantisce i depositi federali) e dichiara bancarotta. JpMorgan rileva gli asset della banca.
 Il 29 settembre, Wachovia avvia trattative con Citigroup ma finisce per essere acquistata, all’inizio di ottobre, da Wells Fargo.
6-11 ottobre 2008: Il 6 ottobre la Fed mette a disposizione delle banche prestiti a breve termine per 900 miliardi di dollari. Il giorno successivo annuncia un piano per prestare circa 1.300 miliardi di dollari a società esterne al settore finanziario.
Il 10 ottobre il Dow Jones termina la settimana peggiore della sua storia, bruciando il 22,1 per cento.
 L’11 ottobre i leader del G7, riuniti a Washington, si trovano d’accordo sulla necessità di una risposta globale alla crisi, ma non decidono un piano concreto. Lo stesso concetto è ribadito il 14 novembre al Finance Summit di Washington, considerato una seconda Bretton Woods, dove si sottolinea la necessità di non cedere a tentazioni protezionistiche.
8 ottobre 2008: la Banca Centrale Europea abbassa i tassi di interesse di 50 punti base al 3,75 per cento, quindi di nuovo il 6 novembre di altri 50 punti base al 3,25 per cento.
 7 novembre 2008: Il dipartimento del Lavoro americano annuncia la perdita di 240.000 posti di lavoro in ottobre, il primo di una serie di analoghi cali che si protraggono nel 2009.
 A marzo 2009 il tasso di disoccupazione arriva all’8,5 per cento, il livello massimo in 25 anni, e i posti di lavoro andati in fumo dall’inizio della crisi sono circa 6 milioni.
4 dicembre 2008: la Banca Centrale Europea abbassa i tassi di interesse di 75 punti base al 2,50 per cento, quindi di ulteriori 50 punti base al 2 per cento il 15 gennaio 2009.
20 gennaio 2009: Barack Obama si insedia alla Casa Bianca come 44esimo presidente americano. Promette di fare della soluzione della crisi economica una priorità del suo Governo. Sceglie la squadra economica e istituisce nuove commissioni ad hoc per gestire una situazione senza precedenti.
17 febbraio 2009: Obama firma in legge un pacchetto di stimoli da 787 miliardi di dollari. Il provvedimento è a sostegno dei settori vitali dell’economia americana, compresi quello energetico e sanitario.
25 febbraio 2009: Il segretario al Tesoro Timothy Geithner annuncia di volere sottoporre le 19 principali banche americane a uno “stress test” per determinarne lo stato di salute e la resistenza a un eventuale perdurare della crisi. La decisione è presa nell’ambito del “Financial Stability Plan”, una parte del quale è rappresentata dal “Public-Private Investment Program” e dal “Term Asset-Backed Securities Lending Facility” (Talf, volto a scongelare il credito al consumo e a favorire le piccole aziende). 5 marzo 2009: la Banca Centrale Europea abbassa i tassi di interesse di 50 punti base all’1,50 per cento e quindi nuovamente il 2 aprile di altri 25 punti base all’1,25 per cento.
2 aprile 2009: Il G20, riunito a Londra, decide di triplicare i finanziamenti al Fondo Monetario Internazionale, portandoli a 1.100 miliardi di dollari. Su richiesta di Francia e Germania, i leader delle venti nazioni più industrializzate e in via di sviluppo annunciano l’intenzione di bloccare i paradisi fiscali e migliorare la regolamentazione internazionale sui flussi finanziari.
3-6 aprile 2009: il dipartimento del Tesoro americano acquista un totale di 54,8 milioni di dollari in azioni privilegiate di dieci banche americane nell’ambito del Capital Purchase Program (altre operazioni analoghe seguiranno nei mesi successivi). La Fed annuncia un accordo per lo scambio di valuta (swap line) con la Banca di Inghilterra, la Banca Centrale Europea, la Banca del Giappone e la Banca Nazionale Svizzera per aiutare l’istituto di Washington a garantire liquidità alle istituzioni finanziarie americane.
7 maggio 2009: la Banca Centrale Europea abbassa i tassi di interesse di 28 punti base all’1 per cento. 7-12 maggio 2009: la Fed pubblica i risultati degli stress test. Nove delle 19 banche analizzate hanno un adeguato livello di capitale, mentre le altre dovranno reperire nuova liquidità per un totale di 185 miliardi di dollari. Fannie Mae e Freddie Mac annunciano di avere riportato nel primo trimestre 2009 perdite rispettivamente per 23,2 e 9,9 miliardi di dollari. 20 maggio 2009: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama firma l’Helping Families Save Their Homes Act, che autorizza temporaneamente (fino all’1 gennaio 2014) la Fdic ad alzare le assicurazioni sui depositi da 100.000 a 250.000 dollari.
Giugno 2009: General Motors, nell’ambito di un accordo di ristrutturazione con il dipartimento del Tesoro americano e i Governi di Canada e Ontario, fa ricorso all’amministrazione controllata.
Il 24 giugno, la Securities and Exchange Commission propone emendamenti volti a rafforzare la regolamentazione dei mercati e la Fed annuncia l’estensione o la modifica di vari dei propri programmi per garantire liquidità.
 Luglio 2009: nel corso della testimonianza semestrale al Congresso, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke spiega che la crisi si va attenuando, sottolineando che “gli investitori stanno tornando ai mercati del credito”. Nel corso del mese, altri indicatori macroeconomici lasciano pensare che la recessione iniziata nel dicembre 2007 comincia ad avviarsi a conclusione.
Agosto-settembre 2009: dal fronte macroeconomico arrivano ulteriori segnali di stabilizzazione, ma il tallone d’Achille del sistema americano continua a essere il mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, dopo essere calato al 9,4 per cento, è tornato in agosto al 9,6 per cento, il massimo in 26 anni. http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=782832

PERFORMANCE di LUNGO PERIODO

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PERFORMANCE di LUNGO PERIODO

Post n°442 pubblicato il 28 Settembre 2009 da previsionistampa

Warren Buffet
  21,79%  per 47,6 anni
J. Buckingham
  18,34% per 32,3 anni 
Fidelity Magellan
  
16,42% per 46,2 anni
Templeton Growth
  12,33% per 54,6 anni
Pioneer Fund
  11,64% per 81,1 anni consecutivi
Fidelity Fund
  9,68% per 79,2 anni consecutivi
Putnam Investors
  8,76% per 83,6 anni consecutivi
Mfs Massachusetts
  8,72% per 85,0 anni consecutivi

17 agosto 2010

OVERSHOOT DAY del 2010 è il 21 agosto.


OVERSHOOT DAY è il giorno in cui si esauriscono le risorse rinnovabili e si consuma oltre la possibilità effettiva delle risorse.
Nel 2010 è stato il 21 agosto.
Nel 2009 il 25 settembre.
Nel 2008 il 23 settembre.
Nel 1995 il 21 novembre.
Nel 1987 il 19 dicembre.

14 agosto 2010

Sesso,sex,hard,hot,porn,fuck.


Facciamo un’esperimento.
Io, impegnandomi, scrivo dei post che reputo validi.
Le visite sono da 10 al massimo 75 al giorno.
Mettiamo un titolo intrigante e delle foto piacevoli/intriganti e vediamo i risultati.
      

     
     

30 gennaio 2010

George Soros dice: lo yuan deve rivalutarsi altrimenti sarà bolla.

Filed under: Borsa, PIL — Tag:, , , — previsionistampa @ 03:17

La Cina dovrebbe lasciare che lo Yuan si apprezzi. Altrimenti si rischia un’altra bolla speculativa e si mette in difficolta’ l’esportazione degli altri Paesi.

E’ questa l’opinione del finanziere miliardario George Soros, rilasciata durante il World economic forum, l’annuale appuntamento in corso a Davos (Svizzera).
“L’idea che il renmimbi vada rivalutato trova sempre piu’ consensi”, ha detto Soros.

26 gennaio 2010

S&P 500 e Ftse mib sovrapposti.


Sono i grafici sovrapposti del Ftse Mib e del S&P500. Come si vede a colpo d’occhio sono pressoché identici; la sola differenza la notiamo nei momenti di inversione del trend.

16 gennaio 2010

Doug Kass: E’ IL MOMENTO DI SFIDARE IL TREND

Filed under: Borsa — Tag:, — previsionistampa @ 03:44

Strategist, ultimo in ordine di tempo Doug Kass, analista di Seabreeze, che tra i numerosi fattori alla base della correzione in arrivo cita la doccia fredda rappresentata dalla delusione per la stagione delle trimestrali.
I mercati rimarranno delusi dalle trimestrali. Vista correzione del 10%. Troppo spesso si accetta passivamente il trend del momento. E’ giunto l’ora di andare controcorrente e intascare profitti prima che sia tardi.

13 gennaio 2010

GIAPPONE 20 anni di declino

Filed under: Senza Categoria — Tag: — previsionistampa @ 19:11

Negli ultimi vent’anni, l’economia è cresciuta al ritmo annuo medio dell’1,1 per cento. Secondo lo storico dell’economia Angus Maddison, il Prodotto interno lordo pro capite del Giappone (a parità di potere d’acquisto) tra il 1950 e il 1991 è passato dal 20 all’85% rispetto al livello degli Stati Uniti. Nel 2006 era ridisceso al 72 per cento. In termini reali, il valore dell’indice di borsa Nikkei è un quarto di quello che era due decenni fa. Ma la cosa forse più inquietante è che il debito pubblico complessivo, netto e lordo, è schizzato dal 13% e 68% del Pil nel 1991 a livelli che per il 2010 sono stimati rispettivamente al 115% e 227 per cento.
Con una contrazione del Pil dell’8,6% fra il punto di picco e il punto di massimo calo, il Giappone, fra i paesi del G-7, è quello che ha subito la recessione più pesante.

Worldwatch Institute: Consumi mondiali


i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2.Sono alcune delle cifre contenute nello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute (appena uscito negli Stati Uniti, in Italia sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest’anno soprattutto a un’analisi dei consumi. Ingozzarsi di cibo e di merci non fa bene né ai singoli né all’ambiente. Dal punto di vista della salute individuale c’è da notare che molti degli individui più longevi consumano 1.800-1.900 calorie al giorno, cibi poco trattati e pochissimi alimenti animali, mentre l’americano medio consuma 3.830 calorie al giorno. Dal punto di vista della salute globale c’è da rilevare che tra il 1950 e il 2005 la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio è aumentato di otto volte e quello di gas naturale di quattordici; un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88; a livello globale ogni giorno si prelevano risorse con le quali si potrebbero costruire 112 Empire State Building. Circa il 60 per cento dei servizi offerti gratuitamente dagli ecosistemi – regolazione climatica, fornitura di acqua dolce, smaltimento dei rifiuti, risorse ittiche – si sta impoverendo. E la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 per cento. Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari. Non sono aumenti dovuti solo all’incremento demografico: tra il 1960 e il 2006 la popolazione globale è cresciuta di un fattore 2,2, mentre la spesa pro capite in beni di consumo è quasi triplicata.

5 dicembre 2009

Baltic Dry Index, PIL Italia-UE-USA-Cina-Mondo.


Baltix Dry Index : è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie delle navi dry (carbone,ferro,grano,ecc non petrolio,materiali chimici,ecc. di liquido) bulk cargo delle principali rotte mondiali.é il principale indicatore del livello della domanda e dell’offerta di tali merci ed è universalmente riconosciuto come 
 il più significativo indice che segnale la tendenza della congiuntura economica dei mesi a venire.

 


PIL Italia—UE—USA—Cina—Mondo

 

2014-Italia+0,5-UE +1,0-USA +3,0-Cina +8,5-Mondo +4,1
2013-Italia-1,0-UE -0,2-USA +2,0-Cina +8,2-Mondo +3,5
———————————————————————–
2012-Italia-2,1-UE -0,-USA +2,7-Cina +9,5-Mondo +4,5

2011-Italia+1,0-UE +1,5-USA +3,0-Cina +9,6-Mondo +4,4
2010-Italia +1,3-UE +1.5-USA +2,6-Cina +9,6?-Mondo +….
2009-Italia -5,1-UE -4,1-USA -1,9?-Cina +9,1?-Mondo -0,1?
2008-Italia -1,0-UE +0,6-USA +1,3-Cina +9,6-Mondo +3,4
2007-Italia+1,9-UE +2,8-USA +2,0-Cina +14,1-Mondo +4,8
2006-Italia+1,9-UE +3,0-USA +2,8-Cina +12,6-Mondo +5,0
2005-Italia+0,0-UE +1,7-USA +2,9-Cina +….-Mondo +4,4
2004-Italia+1,1-UE +2,2-USA +….-Cina +….-Mondo +….
2003-Italia+0,0-UE +0,8-USA +….-Cina +….-Mondo +….
2002-Italia+0,3-UE +0,9-USA +….-Cina +….-Mondo +….
2001-Italia+1,8-UE +1,9-USA +….-Cina +….-Mondo +….
2000-Italia+3,6-UE +3,9-USA +….-Cina +….-Mondo +….
Media inflazione ultimi 10 anni.
USA 2,4%–Cina 2,2%–Giappone-0,3%–Germania 1,6%–Francia 1,7%–GB 2,8%–ITALIA 2,2%–Brasile 7,1%–Canada 2,0%–Russia 12,6%–Spagna 2,8%–India 6,4%–Australia 3.
0%–Messico 4.6%–Corea 3,2% 

CAPITALIZZAZIONE BORSE MONDIALI:
1° NYSE di Wall Strett 16.271 miliardi di $
.2° Tokyo 1.523.3° Shangai 1.397.4° Francoforte 895.

PIL MONDO:

USA 14.791(23,5% del totale). Cina 5.340. 3° Giappone 5.156. 4° Germania 3.332. 5° Francia 2.668. 6° Gran Bretagna  2.222. 7° Italia  2.121. 8° Brasile  1.910. 9° Canada 1.556. 10° Russia 1.507 .11° Spagna 1.467, 12° India  1.367. 13° Australia 1.192. 14° Messico 996. 15°.Corea del sud 991.Totale mondo  57.937. 
UE 16.414, G7 30.816
GESTORI PATRIMONI:
1° Blackblok 3.200.
CICLO IMMOBILIARE in ITALIA
1998: 213 (inizio)
2007: 304 (massimo)
2010: 264 (fine della serie disponibile) 

Base 100 1998 
1998: 100 (213 è il riferimento)
2007: 143 (perché “304” è il 142,72% di “213“)
2010: 124 (perché “264” è il 123,94% di “213“) 

Base 2007 100 
1998: 70 (perché “213” è il 69,93% di “304“)
2007: 100 (304 è il riferimento)
2010: 87 (perché “264” è l’86,84% di “304“)
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